Ribelle e impulsivo: due brutte qualità del mio carattere, di cui devo scontare continuamente le conseguenze. Cominciò presto, la mia carriera: a tre anni già aveva lasciato il segno.
Stavamo in cucina, mia madre affaccendata nel suo duro compito di genitrice con troppi figli. C'era una gran corrente, perchè la porta sul balcone corrispondeva frontalmente a quella d'ingresso. Si sentì bussare piano piano a questa porta: io andai ad aprire, e c'era una bambina povera che chiedeva del pane.
Mia madre disse: - Mafalda, di pane non ne abbiamo più. E' fine settimana e debbo ancora farlo -
Però Mafalda aveva fame e insisteva. Anche loro erano una famiglia numerosa, ma il padre non viveva con loro e non ce la facevano a sbarcare il lunario. Io ascoltavo il lamento insistente di Mafalda e la risposta, ripetuta ogni volta, di mia madre. Allora persi la pazienza e andai a chiudere con un certo nervosismo quella porta. Ma c'era vento, e la porta, che aveva un certo spessore e margini taglienti, m'imprigionò l'ultima falange dell'anulare della mano destra, tagliandola di netto.
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