giovedì 29 novembre 2012

76. Don Filippo e i sedici fratelli

Acuto ha due parrocchie: Santa Maria e San Pietro. Santa Maria, per tradizione, è la parrocchia principale, più bella, più ricca, e riservata all'Arciprete. San Pietro, invece, più vecchia e povera, di origine francescana, è nella parte più antica e scomoda del paese, e il suo parroco è quasi sempre un prete giovane e senza pretese, che mira a farsi largo più con umiltà che con le belle parole.
Almeno così era una volta, quando io ero bambino. Ma ancora oggi San Pietro vive all'ombra di Santa Maria.
Ai miei tempi, che sono quelli della guerra e degli anni quaranta, parroco di Santa Maria era don Filippo Longo, che io ricordo come una specie di gigante, buono e autorevole, che incuteva rispetto solo a guardarlo. Rubicondo in viso, cordiale, ma bastava qualcosa di poco gradito perché il suo linguaggio diventasse tagliente.
Si favoleggiava che sua madre avesse avuto ben diciassette figli, anzi la cosa era data per sicura. Questi suoi fratelli io non ricordo di averli mai conosciuti, ma la sua era una delle famiglie più ricche del paese.
Probabilmente don Filippo sarà stato il figlio più giovane, e questo spiega che non si conoscesse nessuno dei suoi sedici fratelli, la cui leggenda si perdeva nella notte dei tempi.
Erano famose le prediche di don Filippo. Le donne specialmente, ne erano terrorizzate. Quando strepitava dal pulpito, non c'era scampo per nessuno. Era nato con l'animo del moralizzatore a tutti i costi, del Savonarola implacabile.

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