mercoledì 21 novembre 2012

68. Due fratelli ingegnolini

Subito dopo la guerra, quando ci fu mancanza assoluta di mezzi e non si poteva giocare che con la fantasia, chi aveva più sveglia questa facoltà finiva col dominare la scena, fra noi  bambini o appena adolescenti.
La vacanze erano prolungate, tempo ce n'era quanto se ne voleva. Il centro dei giochi era senza dubbio lo slargo di San Nicola, vecchia chiesa andata distrutta da secoli e ora divenuta un balcone aperto sulla verde vallata di Anagni.
C'erano due fratelli un po' più grandi di noi, Ettore e Francesco, con lo strano soprannome di Quattraccinque derivato dagli antenati. Abitavano proprio su una vechia costruzione di quattro piani prospiciente lo spiazzo di San Nicola. Erano un po' rozzi perché del tutto ineruditi, ma fantasia ne avevano da vendere. E poi avevano quella bella finestra altissima sulla piazza.
All'altra estremità c'era un grande palo della luce. Che ti pensarono, Ettore e Francesco? Con una cordicella lunga almeno una ventina di metri collegarono la loro finestra con quel palo della luce; la cordicella scendeva da quindici metri di altezza fino a due /tre metri del palo, e su essa cominciò a "volare" un minuscolo aeroplano di legno o forse due, che i due fratelli avevano ingegnosamente costruito. 

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