domenica 4 novembre 2012

51. Un impellente bisogno

Interruppi così una bella serata di amichevoli conversazioni, condite da qualche bicchiere di buon vino, che al Piglio è di eccellente qualità, e costrinsi il povero Elia a tornare anzitempo al paese con il camioncino, mentre mio padre sarebbe andato al mercato la mattina dopo con i suoi fratelli.
I motivi della mia impuntatura restarono misteriosi per tutti i dieci chilometri di strada, tra l'altro montuosa e ricca di tornanti, fra il Piglio ed Acuto. Finalmente Elia, uomo di grande pazienza, annunciò il mio arrivo a casa, alle otto di sera, con fragorosi colpi di battente al portoncino di casa mia. 
Mia madre mi accolse un po' allarmata, ma io mi recai di corsa al bagno per liberarmi di un mio impellente per quanto piccolo bisogno: era proprio questo il motivo del mio capriccio, perchè ero così impacciato e timido da non avere il coraggio di chiedere a zia Paolina la strada per il suo bagno, tanto mi sembrava misteriosa e grande la sua casa. 
Quando Elia scoprì il motivo della mia irrequietezza, solo il bisogno di orinare, non poté fare a meno di rimproverarmi, sia pure fra le risate. Mia madre, ovviamente, si risentì di di questo mio comportamento, e cercò in seguito di sollecitare una mia maggior confidenza nel prossimo. Almeno fra parenti stretti!

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