Anna Maria faceva parte fissa del nostro piccolo clan di amici e amiche dai nove ai dodici anni. Era simpatica, chiacchierona e di grandi capacità inventive.
Abitava in Via del Colle, nella parte più alta dell'abitato di Acuto, alla quale ci si arrampicava per un ampio vicolo dirimpetto alla casa di Cherubina, un palazzone seicentesco impreziosito da un grande stemma cardinalizio.
La casa di Anna Maria era molto originale: dal portone d'ingresso si entrava in un grande atrio fresco e ombroso. Poi si saliva una scala regolare, che improvvisamente si trasformava in una scaletta a chiocciola.
Lassù abitava Ines, la mamma di Anna Maria, una signora di quarant'anni ancora piacente, ma dall'aria un po' malinconica: soffriva di cuore, non usciva mai di casa, e a noi questo fatto sembrava misterioso e affascinante. Anna Maria non aveva un papà: almeno, noi non lo avevamo mai conosciuto. Ines, però, sembrava avere una misteriosa amicizia con il padre di un altro nostro amico.
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