mercoledì 14 novembre 2012

61. La traversata di Roma

Gli esami, comunque, vennero spostati di un giorno, e così io, dieci anni non ancora compiuti, mi ritrovai solo, col problema di tornare a casa a piedi. Mezzi diretti non ce n'erano, il filobus numero 71 ancora non riprendeva servizio, gli Alleati erano entrati a Roma non più di dieci giorni prima.
Io non mi persi di coraggio. Mi sembrava di aver memorizzato bene la strada.
Andò tutto bene fino al Messaggero. Poi commisi l'errore di proseguire dritto verso Via Veneto. Però mi resi conto, dopo un po', di non aver ritrovato il Traforo. Allora con calma tornai indietro, finchè con un sospiro di sollievo non vidi l'imboccatura del tunnel. Tutto si era risolto bene. Allora il Traforo, con le sue bianchissime mattonelle e un traffico in pratica inesistente, era comodamente percorribile.
Con i libri sotto il braccio, fischiettando come Pinocchio che ancora non si era imbattuto nel Teatro dei burattini, sbucai infine per Via Merulana. Mia zia era stata avvertita per telefono del rinvio degli esami, e si era già messa in allarme.
Quando mi vide apparire, tutto solo, dalla sua altissima finestra al quinto piano, mi riconobbe dalla camicia che indossavo, verde scuro a quadretti, e ringraziò Dio. Avrei potuto benissimo smarrirmi nella grande città, io piccolo bambino di paese. Quella fu la mia prima avventura romana.

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