martedì 13 novembre 2012

60. La ripresa delle scuole

Appena usciti dalla guerra, nello stesso giugno del 1944, quando da Firenze in su ancora si combatteva, da noi riprese un fervore di vita incredibile, anche se l'economia era a zero e la miseria continuava ad essere una realtà con cui fare i conti tutti i giorni.
Ma i conti col passato erano in sospeso, bisognava riallacciare i rapporti con le regole, la vita improvvisata giorno per giorno non piaceva più a nessuno.
Le prime a riprendere furono le scuole. Io non avevo frequentato la quinta elementare perché l'anno scolastico era saltato, tra l'armistizio, la lenta avanzata degli alleati e la liberazione.  A giugno volli dare ugualmente gli esami di ammissione alla scuola media, e per questo dovetti andare a Roma a sostenerli al Collegio Nazareno al Tritone.
Mi ospitò, per quel periodo, la zia Agnese, quella di Via Merulana. Da qui al Nazareno c'era almeno un chilometro di strada: Santa Maria Maggiore, la discesa di Via Panisperna, via Milano, l'attraversamento di Via Nazionale, poi il Traforo sotto il Quirinale, e finalmente il Tritone.
All'andata, il primo giorno degli esami, mi accompagnò mio fratello maggiore, che lavorava già a Roma e viveva con la stessa zia Agnese, la quale aveva una casa piuttosto grande al quinto piano di un caseggiato umbertino dai soffitti altissimi e con enormi finestroni sulla grande arteria che va da Santa Maria Maggiore a San Giovanni in Laterano, un centinaio di metri più giù del cinema Brancaccio.

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