martedì 27 novembre 2012

74. Zio Peppino e la secessione

Avrebbe voluto tanto avere un figlio maschio, zio Peppino, il marito di zia Agnese, quella di Via Merulana. Invece aveva tre figlie femmine, una più bella dell'altra: Livia, Marisa e Anna, tutte e tre con lunghi capelli neri come l'ebano. E pensare che zio Peppino aveva un cranio lucidissimo, completamente pelato.
Zio Peppino era un ometto piccolo e intelligentissimo, era maestro, ma lavorava al Dazio, dove era molto stimato e lo riempivano di piccoli regali alimentari, vera ricchezza in quegli anni di guerra. Lui piccolo, e zia Agnese alta e vigorosa. I nipoti più grandi si divertivano a prenderlo bonariamente in giro, inventandosi episodi divertenti. In uno di essi, dopo un grande litigio con la moglie, lui saliva su una cassapanca e gridava furiosamente: - Vieni qua, Agnese, che ti voglio picchiare! -
Per fortuna zio Peppino era molto spiritoso, ed era il primo a divertirsi con queste barzellette.
Amava l'opera, l'ascoltava sempre per radio, e aveva molti dischi di musica classica. Suonava meravigliosamente la fisarmonica, e aveva una quantità enorme di spartiti.
Inoltre, zio Peppino aveva una discreta biblioteca, tra cui spiccava un'enciclopedia per ragazzi, credo della UTET, che per me aveva un fascino irresistibile. Forse per questo lui mi voleva molto bene, poiché amavo tanto leggere e consultare quei volumi, ogni volta che andavo a Roma come loro ospite in Via Merulana.
Era appena finita la guerra, io avevo dieci anni, e si parlava tanto di una possibile secessione della Sicilia dall'Italia, che poi sfociò nell'autonomia dell'isola.

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