domenica 18 novembre 2012

65. Una festa pagana

Si cominciava a vedere il lago di Canterno. Certi anni, per le piogge, diventava più grande, enorme, andava a lambire i sobborghi di Fiuggi, Torre Caietani e Trivigliano. Uno stretto canale, sul quale era ancorata la barchetta di un pescatore, portava fino al punto in cui il lago diventava profondo.
Il rustico santuario, una volta unito ad un piccolo convento abitato da un monaco solitario, il "romito", veniva aperto una sola volta all'anno, appunto il 12 settembre, si celebrava una messa solenne, si svolgeva una coloratissima processione che compiva un ampio giro intorno alla chiesa, e poi tutta la giornata veniva lasciata a una specie di festa pagana, fatta di merende, di balli al suono di rozze fisarmoniche, di grida dei venditori: c'era perfino chi vendeva pecore, capre, galline, conigli, certamente i residui di una vecchia celebrazione pagana di fine estate.
La gente, di almeno una decina di paesi dei dintorni (Ferentino, Fumone, Vico nel Lazio, Guarcino, Collepardo, Alatri, oltre a quelli, già citati, di Acuto, Fiuggi, Trivigliano e Torre Caietani) si spargeva per gli ampi prati e consumava un rustico pranzo o una merenda, per il resto dandosi ai giochi e alle conversazioni più bizzarre e divertenti.
Poi, prima che il sole tramontasse, si riprendeva la via del ritorno, sempre in allegria, benché la strada fosse tutta in salita.
Al lago di Canterno, comunque, noi bambini e adolescenti del paese, andavamo anche in altre occasioni, quando non c'era gente, perchè la natura era assolutamente meravigliosa e multiforme.

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