Riccardo era un ragazzo dai capelli nerissimi e dagli occhi molto vivaci, ma soprattutto un campione in disegno, un vero artista. La prima rivelazione la provai quando la maestra ci fece disegnare un presepe, e quello di Riccardo era davvero meraviglioso.
Intanto, in paese, la vita sociale si stava risvegliando. Si stavano formando i sindacati, si avevano le prime riunioni a sfondo politico. Ricordo che Lello il falegname, vecchio repubblicano storico vicino ai socialisti, insegnò a un gruppo di bambini, fra i quali ero anch' io, l'inno dell'Internazionale: "Su fratelli, su compagni, / su venite in fitta schiera. / Sulla libera bandiera/ splende il sol dell'avvenir..."
Riccardo fu incaricato di disegnare, su una bandiera rossa, una bella spiga di grano, e la bandiera, credo dell'associazione agricoltori, sfilò in uno dei primi cortei. Questo mi faceva ricordare, per contrasto, le riunioni del sabato fascista,e quella divisa di balilla nella quale mi sentivo a disagio, perché non brillavo certo per virtù atletiche e guerriere. E mi faceva ricordare anche l'assalto alla sede del fascio dopo il 25 luglio, quando la porta fu sfondata e tutti, bambini in testa, trafugarono qualcosa, un tavolino, una sedia, una lampada, un libro, uno scaffale, tra la disperazione di Alfonso, il segretario della sezione, che non credeva ai suoi occhi.
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