I soldati inglesi contribuirono a dare a tutti i bambini una bella ripulita, curarono anche piccole ferite e sbucciature, disinfettarono e poi rimandarono a casa i bambini offrendo loro caramelle, cioccolate e qualche alimento in scatola.
La voce si sparse anche nelle case più lontane, e tutti i bambini accorrevano, ma quando arrivai anch'io forse le scorte erano già finite, forse ero un po' meno malridotto e sbucciature e ferite non ne avevo, fatto sta che rimasi a mani vuote, insieme a qualcun altro.
La piccola delusione fu presto riassorbita, tali e tante erano le novità nell'aria. Conoscemmo i primi wurstel in scatola ("Sausage Vienne", era la scritta sui barattoli), molto chiari, forse carne di maiale, ma anche di pollo e di coniglio, con striature bianche probabilmente di patate. Comunque, erano abbastanza buoni, per noi anzi una manna. Molto meno buone erano le orribili polentine che si ricavavano dalle scatole di piselli in polvere: ma, accompagnate da pezzetti di pane duro, diventavano in qualche modo il nostro alimento base. Dopo tanta fame, finalmente potevamo nutrirci con una certa regolarità.
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