martedì 9 ottobre 2012

26. La mitragliata

Ma qui ci aspettava una brutta sorpresa. Sarà stato, presumo, il 6 o 7 giugno, cioè solo due o tre giorni dopo la liberazione del nostro paese, avvenuta il 4, lo stesso giorno in cui fu liberata Roma. Le truppe alleate stavano ancora risalendo dal fronte di Cassino, e di esse facevano parte anche i reparti francesi costituiti da marocchini, preceduti da una fama terribile di violenze perpetrate a spese delle donne ciociare.
Sentimmo da lontano un rUmore ritmato di tamburi, e vedemmo sbucare una schiera di soldati neri, con vistosi turbanti sulla testa, e l'istinto ci spinse ad acquattarci dietro le siepi di rovo che per fortuna abbondavano in quella zona. Vivemmo attimi di vero terrore, ma per fortuna il reparto sfilò in fretta davanti a noi, e solo quando lo vedemmo allontanarsi di un buon chilometro trovammo il coraggio di riprendere in fretta la via.
Quella strada, del resto, neppure un mese prima, e quasi al medesimo tratto, ci era costata un'altra grossa paura, sempre a me e alla stessa cugina Giuseppina. Stavolta eravamo andati, se ben ricordo, a raccogliere funghi nel boschetto ai piedi della collina, dove allora c'era un minuscolo laghetto, poco più di una grossa pozzanghera poi prosciugatasi. Sulla via del ritorno, quattro o cinque aerei americani sfrecciarono veloci, abbassandosi per mitragliare la strada: facemmo appena in tempo a gettarci tra i piccoli arbusti a ridosso della cunetta, e la buona sorte ci lasciò illesi.

Nessun commento:

Posta un commento