mercoledì 3 ottobre 2012

20. La signora ebrea

La notte, per noi bambini, era trascorsa quasi nel divertimento. Ci eravamo sistemati all'interno di enormi tini: Cherubina e il marito Filippo producevano del buon vino, ma a giugno tutti i contenitori della cantina erano perfettamente asciutti, e il legno manteneva caldi anche se l'odore di vino era intenso.
 Però dal nostro tino, dove ci eravamo sistemati in tre o quattro, fummo fatti sloggiare per ospitare una giovane signora ebrea in gravidanza avanzata.
Non erano poche, infatti, le famiglie ebree che si erano rifugiate nel mio paese. Una di esse era ospitata nella bella casa del farmacista,sor Lello, al quale poi non fu fatto alcuno sconto quando si fece un po' di epurazione per qualche piccolo "ras" locale del fascismo, e fu spedito per qualche mese nel campo di concentramento di Padula, nei pressi di Salerno. Nessuno si ricordò che sor Lello aveva sfidato i tedeschi e rischiato la pelle per quei suoi amici ebrei.
uando, al mattino, facendoci coraggio uno con l'altro, risalimmo gli scalini del vicolo e sbucammo sulla via principale, il paese ci sembrò semidistrutto dalle cannonate.

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