giovedì 11 ottobre 2012

28. La strada per Fiuggi

Per un paio di tornanti andò tutto bene. Margherita provò sollievo alle sue bolle. Ma fu poco più di un momento, perchè l'anziana donna (a quei tempi, a sessant'anni, si era quasi decrepiti), vista la velocità con cui procedeva l'automezzo, assalita all'improvviso da un atroce dubbio, cominciò a urlare e a tempestare di pugni la parete della cabina, imponendo all'autista di fermarsi immediatamente e di farci scendere.
Il militare inglese, pazientemente, obbedì, facendosi un'idea di scarsa considerazione nei nostri confronti.
Le auto continuarono rapidamente la loro salita, e noi, a fatica, e fra i rinnovati lamenti della donna per i suoi poveri piedi, riprendemmo la strada sassosa.Dall'alto dei tornanti, gli autisti ci guardavano con disprezzo e forse pure con qualche gestaccio di scherno: non ne sono sicuro, ma posso dire che, nei loro panni, io non sarei riuscito a trattenerlo.
Ah, quella strada per Fiuggi! E per molti mesi dovemmo batterla ancora, poiché il comodo trenino, che impiegava dieci minuti a compiere il tratto, tornò a funzionare più di un anno dopo, tanti erano stati i danni subiti dai mitragliamenti e dai bombardamenti.

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