L'accorciatoia per Fiuggi, una stradina sterrata costituita da cinque o sei tornanti non troppo ripidi, fu ancora lo scenario di un'altra nostra avventura forse un mese più tardi, quando la guerra si era spostata decisamente a nord di Roma, tra Firenze e l'Appennino tosco-emiliano. Stavolta la camminata per Fiuggi avvenne in compagnia di mia sorella Amalia, coetanea di Giuseppina; c'era sempre qualcosa da fare nella cittadina termale, più attrezzata del mio paese e con negozi di ogni genere.
Sulla strada del ritorno incontrammo due compaesane, una giovane di trent'anni e sua madre sessantenne, Margherita, e ci unimmo a loro. La donna anziana camminava a fatica perché aveva delle bolle sotto la pianta dei piedi. Passarono delle camionette militari inglesi, ciascuna con il solo pilota a bordo, e fummo costretti dalle lamentele della donna a chiedere un passaggio. Un giovane soldato si fermò alla nostra richiesta.
"Noi salire qui!", urlava l'anziana signora vestita alla paesana, con una lunga e ampia gonnella nera.
Il soldato, con un mezzo sorriso, ci fece salire nella parte posteriore, che era separata dalla cabina di guida e quasi completamente ricoperta da un tendone.
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