venerdì 12 ottobre 2012

29. Una bufera di dieci mesi

Tranne quei quattro o cinque giorni di passaggio delle truppe alleate, quando anche per noi arrivarono le bombe, le cannonate e i mitragliamenti, la guerra ad Acuto si era avvertita più per i disagi nell'alimentazione e nei movimenti che per altro. 
Certo, le forze giovani erano state strappate e mandate al fronte, e le poche persone che lavoravano fuori dal paese avevano dovuto interrompere la loro attività: ma il piccolo centro abitato era dedito soprattutto all'agricoltura, alla pastorizia, a un modesto commercio ancora in qualche modo alimentabile, a minuscole botteghe artigianali e a un limitato numero d'impiegati comunali, cosicché la vita di tutti i giorni poteva sembrare quasi normale. 
La radio la possedevano in pochissimi, e i bollettini di duerra, dal 1940 al '42, non gettavano ancora allarme tra la popolazione. Tutto cambiò solo con la caduta di Mussolini il 25 luglio 1943, e con l'armistizio dell'8 settembre, sicché il dramma della guerra fu in pratica per noi una grossa bufera solo in quei dieci mesi.

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