martedì 2 ottobre 2012

19. La notte della ritirata tedesca

Nella notte, sentimmo i passi pesanti dei soldati tedeschi che si ritiravano marciando in perfetto ordine militare. Quando passarono davanti alla porta della nostra cantina, furono attimi di terrore. Poi i passi cadenzati via via si andarono attenuando, lasciando posto a un silenzio sospeso fra la speranza, il dubbio e la crescente fiducia. 
Era ormai l'alba quando la porta della cantina si aprì dall'esterno grattando su pietre e calcinacci,  e un amico, Gigi il gelataio, si affacciò tutto felice e proclamò: - Coraggio, gente: da questa mattina non diremo più "ja", ma diremo "jes"!
Lui poteva permettersi allegramente questa ironia, in quanto, abitando in una frazione poco fuori dal paese, era in una posizione strategica e aveva potuto rendersi conto che i tedeschi si erano allontanati per sempre.

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