Ai nostri tempi non c'erano davvero le tante bevande moderne, ma ci si ristorava con acqua fresca, vino bianco leggero o al massimo qualche gazosa. Si stava lì a Mezzomonte un bel po' sotto il sole di aprile, non ancora cocente, oppure ci si andava a riposare sul fresco sedile nell'atrio della chiesetta.
Altri divertimenti non c'erano. Si trattava soltanto di una breve gita, di una merenda allegra, di quattro chiacchiere tra amici e parenti, e poi si tornava su in paese. Nel primo dopoguerra, la gita si ripeteva di lì a pochi giorni per celebrare il primo maggio. Poi, con l'andare del tempo, si preferì andare al santuario più lontano della Madonna della Stella, sul lago di Canterno.
Con l'arrivo dell'automobile come mezzo di massa, tutte queste rustiche tradizioni sono andate perdute. Rimane soltanto qualche vecchia foto in bianco e nero fra le rocce della Madonna di Mezzomonte, a ricordare un periodo in cui della povertà nessuno si vergognava o sentiva il peso, e bastava un'allegra risata in comitiva per sentirsi felici.
Oggi no. Basta che il vicino abbia una casa più grande, o una macchina più potente, o un mestiere meglio remunerato, perché nasca un sentimento diverso, che divide piuttosto che unire. E poi la politica, che fa il resto.
Nessun commento:
Posta un commento