lunedì 10 dicembre 2012

89. Le sassate nella notte

Qualche notte, anche dopo la guerra, andavo ancora a dormire da nonna Livia. Alcune volte, quando ero un po' più grandicello, andavo a dormire da solo in una camera al terzo piano, proprio sotto il tetto, e con due finestrelle che si aprivano sui tetti di altre abitazioni più basse.
Una sera, ricordo benissimo tutti i dettagli, stavo leggendo un giallo della grande collana nazionale; la lettura mi attirava così intensamente che mi sembrava di essere astratto da ogni altra cosa che non fosse quella di una vicenda così truce.
Ad un tratto, però, nell'assoluto silenzio di quella stanza, sentii un rumore secco, come di una sassata nelle mie immediate vicinanze. Rimasi col fiato sospeso. Non passò più di un minuto, ed ecco che la sassata si ripeté.
Chi poteva essere, a quell'ora? O forse il rumore proveniva dai tetti sottostanti ? Proprio in quel periodo, nella casa sottostante, era morta un'anziana donna, Maria, caduta giù per la scala di legno, e rimasta agonizzante, piena di sangue, in una cameretta contigua alla porta di casa di mia nonna. Una vicenda che mi aveva vivamente impressionato. 
I pensieri più strani mi venivano alla mente. 
Alla terza sassata, smisi di legere, mi rivestii, e scesi due piani più sotto, dove nonna Livia, e con lei alcune parenti ed amiche, stavano recitando il rosario. Io mi misi seduto su uno scalino, e non avevo il coraggio d'interrompere le loro preghiere.

Nessun commento:

Posta un commento