Mia nonna, vedendomi così silenzioso e impaurito, mi chiese che cosa avessi e perchè mi fossi alzato. Quando io le raccontai delle sassate, del rumore che sentivo alle finestre o dentro qualche armadio, volle salire subito a scoprire la ragione di quel rumore.
Nonna Livia era una donna concreta, e non aveva paura di nulla. Si fermò per un momento ad ascoltare, e al primo rumore di sassata scoppiò in una risata divertita: aveva capito tutto. Sotto il letto dove io dormivo, aveva sistemato una grossa cesta rovesciata, piena di lumache da spurgare prima di poterle cuocere. Ogni volta che una lumaca cadeva addormentata, si staccava dalla cesta e andava a cadere sulle altre lumache producendo un rumore secco, che nell'assoluto silenzio della camera poteva davvero assomigliare a una sassata.
Quando nonna Livia ridiscese, e spiegò alle sue amiche la ragine per cui mi ero tanto impaurito, ci fu una risata generale, e io, unico uomo, sia pure di dieci anni, non ci feci certo una bella figura, tanto più che il fatto diventò una specie di barzelletta da raccontare.
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