sabato 29 dicembre 2012

103. La pasquetta a Mezzomonte

Proprio a metà della spoglia montagna sulla quale si è sviluppato l'abitato di Acuto, lungo la strada sassosa che dalla valle ben coltivata porta su al paese, sorge una chiesetta dal fascino incredibile: la Madonna di Mezzomonte. Una chiesetta piccola piccola, appena dotata di una campanella chiacchierina, con un semplice altare e un paio di rozzi affreschi risalenti a chissà quale tempo. Il fascino della chiesetta risiede soprattutto nel pronao, ossia in uno spazio ombroso protetto da una tettoia, con un doppio arco e un parapetto sulla vallata, e un sedile tutto intorno, che promette allo stanco viandante, o al contadino col suo asino, di fermarsi un istante, a ristorarsi e ad ammirare la magnifica vallata sottostante, aperta sull'abitato di Anagni.
Un luogo che conserva tutta la sua struttura e il rustico stile di un piccolo santuario francescano. Tutto intorno, non ci sono che rocce. Soltanto a primavera, dei cespugli odorosi di ginestre. Un luogo ideale per la contemplazione, il raccoglimento e l'introspezione.
Questo luogo, però, ai miei tempi, era riservato alla festa di pasquetta. Piccoli gruppetti di giovani, o di famiglie, si recavano qui il lunedì dell'Angelo per una festa rustica molto sentita. Si preparavano per l'occasione anche dei dolci tipici: il tortolo, cioè un'austera torta fatta solo di farina addolcita e profumata con l'anice; le tipiche pupattole al forno, con le mani ripiegate sul ventre a proteggere un uovo sodo, simbolo della fertilità, certamente un dolce di origine pagana che si fa anche a Frascati; e infine le corticchiozze, un dolce veramente prelibato, impastato col vino rosso e ricoperto di zucchero, con forme che riproducono una specie di esse ricca di ghirigori e delizioso da sgranocchiare.

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