martedì 25 giugno 2013

184. Le tre dita di Bersaglia

Tonino, tra i nostri amici, era  un tipo molto intraprendente: questo spiega il suo soprannome di Bersaglia, il bersagliere.
Se c'era un'avventura da inventare, una situazione critica a cui far fronte, un compito particolarmente difficile da assolvere, puoi star sicuro che lo trovavi in prima fila.
Tonino era più giovane di due o tre anni rispetto all'età media del gruppo, ma assolutamente questo non era uno svantaggio per lui, che trovava sempre il modo di farsi notare.
Eppure il povero Bersaglia aveva esordito in modo drammatico nell'attività di gioco. Avrà avuto al massimo sei anni quando, rovistando fra i sassi nei dintorni del paese, aveva rinvenuto una specie di penna stilografica: la guerra era appena finita. Ritrovamenti di questo genere erano consueti, ma sapevamo che erano pericolosi, piccoli ordigni esplosivi per intimorire la popolazione.
Ma Tonino era ancora troppo piccolo per conoscere questa dura regola, e volle provare a manovrare la penna. Ci fu un'esplosione potente, che gli annebbiò la vista e lo fece svenire. Al risveglio, si accorse di essere ferito alla mano, che sanguinava orrendamente, e che tre dita, indice, medio e anulare, erano partite irrimediabilmente.

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