mercoledì 5 giugno 2013

174. Il derby delle osterie: Peppinella contro Nannetta

Nannetta contro Peppinella: questo era il gran derby delle osterie di Acuto. 
Ma che osterie: materiale di lusso! Sempre piene come un uovo. Il vino, ad Acuto, è ottimo: quello bianco più di quello cesanese.Il vino bianco di Acuto, leggero e aromatico, batte il rosso cesanese di Piglio, è più adatto per le osterie, il cesanese è troppo pesante.
E poi i locali: freschi da non credere in estate, ben riparati in inverno. Nannetta si spalancava col suo grottino proprio ai piedi della gran Torre rotonda del castello, alle soglie di Piazza Margherita, dirimpetto a Santa Maria e nella bella visuale sull'Arco della Porta e sul lungo itinerario del Borgo. Posizione invidiabile, quasi nobiliare: del resto Nannetta era di ottima famiglia, i De Grandi, una delle migliori del paese. Una donna di mezza età, florida e gioviale, fatta apposta per attirare la clientela. E poi il suo magico grottino, con quelle enormi botti di vino bianco, che spesso spesso anche la famiglie andavano ad acquistare a fiaschi e boccioni.
A Nannetta rispondeva Peppinella Merluzzi, cinquanta metri più giù, quasi a metà borgo. Il locale era più ristretto, ma molto arieggiato, e con un terrazzo andava a sfociare sulla piazza oggi del mercato, allora invece un giardino odoroso di pini e di acacie.
Il vino dominante era sempre il bianco, anche questo di famiglia; ma Peppinella aveva una clientela più selezionata, faceva anche pensione, era famosa soprattutto per  i suoi minestroni ricchi di verdure e di aromi. I forestieri la preferivano per questo, e anche mio padre, che aveva il suo negozio due o tre porte più giù, quando era molto impegnato o faceva tardi finiva per fare il pranzo da Peppinella, a cui era praticamente abbonato. Nannetta rispondeva anche lei con estemporanee spaghettate, fettuccine per le grandi occasioni.

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