Allora Silver Scialla, prima di arrendersi, ebbe l'audacia di organizzare un autentico spettacolo sulla Passione di Cristo, in costumi d'epoca, e soprattutto col nudo quasi integrale della figura del Salvatore, con la flagellazione, l'orto del Getsemani, il tradimento di Giuda e la Crocifissione. Silver Scialla era ancora giovane, e il suo fisico statuario, messo in evidenza dai tormenti della Croce, finì per impressionare il pubblico, che si commosse e l'applaudì ripetutamente, non senza turbamento per gli adulti del tutto impreparati a una scena così dissacrante.I commenti oscillarono fra lo scandalo e l'ammirazione. I bambini invece accettarono il nudo come un fatto naturale.
Silver Scialla rappresentò l'audacia del nudo quasi integrale in un piccolo teatro di provincia, e quasi quasi precorse i tempi di altre audacie da palcoscenico.
Quando il capocomico andò via dal paese, poiché ormai aveva dato tutto e non aveva più nulla nel suo repertorio, la gente si dispiacque e volle salutarlo con grande affetto. Un saluto quasi commovente. E il nome di Silver Scialla rimase vivo tra la gente almeno per un decennio.
Poi il cinema-teatro chiuse per sempre, si trasformò pian piano in una villa con giardino, nella cui solitudine il prof. Martucci visse gli ultimi anni della sua vita dedicata alla cultura quasi con misticismo. Era infatti sostenitore della filosofia teosofica, alla quale aveva aderito con la fede di un vero apostolo che cercava anche altri sostenitori della sua teoria.
Ma anche alla gente più semplice aveva voluto lasciare il ricordo di serate dedicate al cinema e a spettacoli come quelli dell'indimenticabile Silver Scialla.
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