martedì 11 giugno 2013

177. Un intenso urlo di dolore

Poi, quando ritenne giunto il momento opportuno, Giggia riuscì a distrarre mio fratello, e, con un tocco secco e rapido, seguito dall'atteso, intenso urlo di dolore, riuscì a rimettere il nervo a posto.
- Ora riposati un poco - gli disse - e poi potrai ritornare a fare il diavolo a quatro come piace a te -
Mio fratello non credeva ai suoi occhi, ma era davvero guarito. Poteva poggiare bene la caviglia a terra e avvertiva appena appena un piccolo fastidio, del tutto sopportabile.
Il bello di Giggia era che non voleva nulla in cambio del suo intervento liberatore, le bastava la sola gloria del successo e l'ampliamento della sua fama di manipolatrice infallibile.
In qualche modo si trovava sempre l'opportunità di farle un pensierino di ringraziamento: ma questa è una prassi normale di buon vicinato, e chi ha qualche cosa di personale da offrire non sta lì a guardare, se è un cesto di fichi freschi o una ricotta di giornata, come capitava allora in paese, ed oggi è un po' più difficile anche nei piccoli centri, dove sono arrivati i grandi magazzini ed è praticamente scomparsa la produzione agricola familiare.
E poi, diciamo la verità: chi si affiderebbe più a una vicina di casa per guarire da un infortunio, con tutte le cure mediche oggi facilmente raggiungibili?
Eppure, era talmente brava Giggia Cutinitto a farti guarire in cinque minuti, da indurti a pensare a un dono personale prodigioso, alla cui efficacia non si poteva resistere.

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