Piazza Margherita, la piazza principale di Acuto, è nata con un destino sbagliato: destinata ad essere vuota. A Piazza Margherita si va: non ci si passa. E se non c'è motivo di andarci, non ci si passa mai.
Eppure, a piazza Margherita c'era tutto. C'era l'Ufficio Postale. C'era la Cassa Rurale ed Artigiana. C'era, almeno per un certo periodo, il Municipio. C'era la farmacia. C'era, proprio al centro, il monumento si caduti.
C'era una bella fontana. C'erano gli alberi, lo spazio per giocare, c'era il forno di Cencia.
Serviva forse altro perché la piazza fosse viva e animata?
Sì: c'erano le abitazioni, tutte ben costruite e armoniose, con facciate moderne e buona architettura, delle quattro o cinque famiglie principali del paese: i Perinelli, con Augusto podestà del paese; i Verdecchia, che al pian terreno ospitavano la Banca; c'erano i Pompili e i Longo; i Guidoni, antenati del futuro astronauta Umberto; c'erano i De Grandi, gli Anagni, i Ticconi e i Coria, e altre famiglie tra le più attive e intraprendenti.
Eppure...un accenno di vita c'era soltanto nell'anticamera della piazza, tra la bella chiesa di Santa Maria, il Castello dei conti Giannuzzi, il torrione ormai integrato col palazzo dei Perinelli, e soprattutto la vivacissima osteria di Nannetta, della famiglia De Grandi. Ma appena si superava quell'osteria, percorrendo cinque metri in lieve salita per entrare nella piazza vera e propria, cominciava il grande silenzio.
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