Si conservano ancora oggi, come un cimelio storico, le cartoline illustrate in bianco e azzurrino con la scritta: "Acuto si specchia nel suo laghetto". Possono essere anche trovate fra le pieghe del computer, in qualche sito che presenta rarità storiche.
Il laghetto è quello di Casanova, la località pianeggiante alle spalle della vecchia stazione della Roma-Fiuggi. Acuto si è specchiato in quel laghetto fino all'anno 1950, quando si andava giocare a pallone ai piani della Ciancola, e si passava proprio vicino a quel poco che ne era rimasto, più una grosssa pozzanghera piena di girini, di melma e di alghe palustri.
Ormai quell'acqua, anziché rispecchiare il profilo del paese con l'abside di Santa Maria in primo piano, rappresentava solo un covo di zanzare, e il sindaco di allora, Giuseppe Germini, a cui è stata giustamente dedicata la strada principale del quartiere nuovo, ne ordinò il risanamento. Fu aperto un canale che arrivava, in crescente declivio, fino all'orlo della collina, e le acque malsane si precipitarono con un certa facilità, perdendosi fra le rocce e i sassi del costone, fino al fondo valle due o trecento metri lì sotto.
Tutta la gente del paese partecipò allo svuotamento, senza troppa nostalgia per quello specchio d'acqua sempre più malsano. Non ci vivevano più neanche le sanguisughe, che una volta vi abbondavano ed erano utilizzate per i salassi.
Nel giro di una settimana il terreno si prosciugò, e un periodo di scarse piogge facilitò l'impresa.
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