Fu una serie di successi. La corale esordì preparando una messa molto impegnativa, la "Jucunda" di Franco Vittadini, che da allora fu cantata in paese ad ogni festa religiosa importante, cone San Maurizio e l'Assunta, e poi esportata in tutta la diocesi di Anagni, da Fiuggi ad Anagni stessa, dove in quel periodo andava per la grandissima un'altra corale famosa, quella guidata dall'illustre Luigi Colacicchi, valorizzatore del folklore ciociaro con la scoperta di canzoni come "Il fazzolettino", resa famosa in Europa da Yves Montand: "Aridamme lu fazzulettino / vado alla fonte e lo vado a lavar..."
La fama di don Aristide cresceva, proprio nel momento in cui il paese di Acuto si andava spopolando a causa di una forte emigrazione nella capitale. Intanto il vecchio don Filippo era ormai in età da pensione, e il vescovo di Anagni dovette correre ai ripari: unificò le due parrocchie di Santa Maria e di San Pietro, designando come unico parroco il giovane e staripante don Aristide. Si chiudeva così la storia del derby delle due parrocchie, con molto rammarico dei Sampietrini, che si vedevano declassati e serviti unicamente, per le emergenze, da un giovane e inesperto viceparroco, un chierico locale uscito fresco fresco dal seminario.
Del resto la popolazione di Acuto, in un decennio, si era ridottada oltre tremila abitanti a millecinquecento, per i quali una parrocchia sola era più che sufficiente.
Strade e vicoli del paese si stavano letteralmente svuotando, le case più vecchie venivano abbandonate, l'antico rione di San Pietro rimase silenzioso con le sue decadenti strutture, e si preferiva vivere in quelle più nuove della parte moderna del paese, dove ormai tutti volevano i servizi igienici e il sistema di riscaldamento.
Maria Luigia e Peppinello diedero l'esempio, andando a costruire la loro casa nuova in via delle Cianfrusche, alle spalle dell'imponente edificio scolastico, in posizione arieggiata e spaziosa, vicino a un nuovo albergo che venne chiamato "La Panoramica".
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