Del resto, per provare una sensazione di enorme facilità nella corsa, basta essere nati in un paese di montagna e poi scendere a gareggiare in zone pianeggianti. Quando tornavo a Roma dalle vacanze in montagna, avevo la sensazione quasi di volare, mentre passeggiare tra i sassi e i percorsi montani risulta molto faticoso, ma in compenso allena i muscoli per quando poi si rientra in città.
Comunque, se ci avessero visti fare le corse sui binari, sicuramente ci avrebbero fermati e magari anche multati, perché la cosa poteva essere anche pericolosa. Bastava mettere un piede in fallo per ritrovarsi nei guai. Perciò preferivamo correre su grandi rettilinei, in modo da vedere comunque il trenino da lontano e sentirne l'immancabile fischio alla curva laggiù.
Campionissimo di questo tipo di corsa era Angelino Agostini, il nostro amico centrocampista nel calcio, dotato di un fiato inesauribile e di un calcio di punizione terribile, ogni tiro piazzato un gol, e vincitore di tutte le corse campestri. Sembrava veramente un "uomo degli altipiani", un Abebe Bikila dalla pelle bianca.
Peccato che il trenino, con tutti i suoi binari e le sue traversine, sia scomparso da trent'anni, sostituito sommariamente da una pista ciclabile che unisce tutti i paesi della vecchia ferrovia Roma-Fiuggi.
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