domenica 12 maggio 2013

162. Le corse sui binari

Conoscendo bene gli orari dei trenini, un nostro grande divertimento erano le corse sui binari, saltando da una traversina a un'altra.
Sapevamo, per esempio, che dalle undici alle dodici non c'era nessun trenino sul percorso, né verso Fiuggi, né verso Roma. Per quell'ora, il binario era il nostro regno.
La Ferrovia Roma-Fiuggi-Alatri era su binario unico, e a scartamento ridotto. Il tratto da Acuto a Colle Borano, dove c'era una stazioncina intermedia tra il nostro paese e Fiuggi, diventava così teatro delle nostre corse speciali.
Si saltellava per due chilometri circa, da traversina a traversina, e ogni traversina distava dall'altra un metro circa. Quindi si procedeva velocissimi con lo stesso passo del grillo. Era un passo atletico, che ci allenava alla resistenza e al fondo. Ci accorgevamo che ci faceva benissimo, perché poi, quando andavamo a trasferire la gara di corsa su terreno normale, quelli che erano i più forti nella corsa sui binari dominavano in maniera assoluta anche la corsa campestre, che poteva durare fino a cinque o sei chilometri.
Quando si andava alle scuole superiori di Fiuggi, o Alatri, o Anagni, i ragazzi di Acuto, abituati alle gare di resistenza in montagna o alla corsa sui binari sassosi, riuscivano sempre ad avere la prevalenza sui compagni abituati a percorsi più comodi e pianeggianti. Un po'  come succede oggi nelle grandi gare di fondo, che sono dominate dagli atleti africani provenienti dal centro del continente, abituati a gareggiare sugli altipiani dell'Etiopia e del Kenia.

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