domenica 26 maggio 2013

169. Un bellissimo quartiere nuovo

Quello spiazzo di circa duecento metri di lunghezza e di un centinaio di larghezza era divenuto una comoda area fabbricabile, e nel giro di un trentennio aiutò il paese a trovare uno spazio di espansione abitativa senza gravare sul piano edilizio, anzi agevolandolo vistosamente.
Il nuovo quartiere è a un centinaio di metri al di sotto del vecchio abitato, ma è ugualmente in eccellente posizione, con aria buona, ampio panorama e maggiori comodità sia per gli impianti igienici che per tutti gli altri aspetti urbanistici.
Dallo svuotamento del laghetto, Acuto non ha tratto altro che benefici, con la nascita di un centro urbano comodo e moderno. I nostalgici non hanno che da guardare qualche vecchia cartolina per ricordarsi quanto si era indietro in fatto d'igiene e di comodi servizi casalinghi, a cominciare dal riscaldamento delle case.
Quel laghetto, inoltre, conserva un ricordo drammatico risalente ai primi decenni del secolo scorso. D'inverno le acque si ghiacciavano completamente, creando un lastrone apparentemente robusto. Due ragazzi, si chiamavano Mario Ticconi e Ruggero Perinelli esattamente come due nostri amici del gruppo degli anni quaranta (erano sicuramente loro parenti) pensarono di potervi andare a pattinare, ma rimasero entrambi intrappolati nel ghiaccio. Nel tentativo reciproco di aiutarsi, finirono per sparire in fondo al lago prima che i soccorsi  arrivassero. I loro corpi furono ritrovati stretti in un abbraccio mortale.
Una vecchissima lapide del cimitero, vicino all'uscita della scala della chiesetta, fino a pochi anni fa ricordava il triste episodio nella tomba comune. Allo scadere del cinquantennio dalla morte, i loro resti sono stati portati nell'ossario, e ora forse nel paese non ci sarà più nessuno che li ricordi.

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