Posta e giornali arrivavano ad Acuto con una certa regolarità. Tranne una pausa di alcuni mesi dopo il passaggio degli alleati, giugno 1944, e comunque non oltre l'estate dell'anno successivo, fine della seconda guerra mondiale e un po' di tempo per riattivare i binari del trenino Roma-Fiuggi, il servizio era regolarmente assolto per via ferroviaria, e la corrispondenza più i quotidiani venivano ritirati con il trenino delle 8.30 in arrivo da Roma.
Ad aspettare la posta era puntuale ogni mattina un'anziana signora, Nunziata, una figura caratteristica, tracagnotta e simpatica, che con tutta la calma di questo mondo si accingeva a percorrere quei cinquecento metri in salita che separavano la stazione dalla barberia di Enrichetto, dove depositava il tesoro dei giornali quotidiani e di qualcuno dei primi settimanali. Uno di questi fu Grand Hotel, che introdusse i fumetti anche nel genere rosa.
A quel punto, ed erano ormai le nove inoltrate, Nunziata passava all'Ufficio Postale in Piazza Margherita, consegnava la posta più impegnativa all'ufficiale postale, il signor Ferdinando Felli, e si preparava con la massima tranquillità a fare il giro del paese per la posta normale, secondo un itinerario predeterminato, che si concludeva dopo alcune ore nel vecchio quartiere di San Pietro, vicino a casa sua, dove poteva finalmente distendersi per una meritatissima pausa, quasi sempre coincidente con l'ora del pasto principale, che una sorella più giovane aveva tutto l'agio di preparare.
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