Quello di Acuto è un cimitero tutto speciale. Sorge sul cucuzzolo di una montagna, esattamente come il paese che gli rimane al di sotto, con un panorama davvero straordinario.
Dalla sommità del Calvario si può vedere mezzo mondo, e in certe mattine limpide si vede anche il mare, nei punti in cui comincia e finisce il profilo dei Castelli Romani, e poi sulla sinistra la meravigliosa vallata del Sacco, da Anagni fino a Frosinone, interrotta dalla boscosa montagna di Porciano.
Oggi, appena arrivi dalla strada che fronteggia il paese sulla destra, un'enorme pietra appena sbozzata mostra una figura di Madre dolorosa: ma sul cancello del cimitero non la solita scritta lugubre, non il solito teschio con le ossa incrociate, ma una sola parola che promette ancora un futuro, e un futuro bello: "Resurrecturis", a voi che risorgerete.
Mi piace, il cimitero di Acuto. E' preceduto da un piccolo parco dellas Rimembranza, dove decine di piccole querce ricordano, portandone il nome, i soldati della prima guerra mondiale. E lassù in alto una piccola cappella luminosa ed aperta, da dove una ripida scaletta porta al centro del luogo sacro.
Vialetti, aiuole, piccole cappelle, anche quella che è della nostra famiglia, rimessa recentemente a nuovo da un intelligente restauro organizzato da Vittoria, la mia sorella minore, e da suo marito Carmelo. Lì dentro ci sono tutti i nostri morti fino al luglio del 2012, scomparsa di mia sorella Amalia.
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