mercoledì 6 febbraio 2013

123. La leggenda del Matto

Abbiamo finalmente ritrovato, dopo una lunga ricerca, quel vecchio disco in vinile che parla della leggenda del matto del cimitero di Acuto. La leggenda è datata ai primissimi anni del Novecento, mentre il disco risale agli anni Sessanta. L'autore delle musiche e del testo è Mario Gangi, la recitazione è di Mario Luciani.
Il testo è diviso in quattro parti, estremamente poetiche: a) er canto der carettiere; b) La Posta; c) nun ce so' stelle; d) er matto. Una leggenda così bella che ci limitiamo a trascriverla pari pari dalla copertina del disco.
Tantissimi anni fa viveva in Acuto un uomo bellissimo di nome Dario, che faceva il carrettiere ed aveva per amante la più povera e splendida fanciulla del paese.
I due giovani volevano sposarsi, ma i genitori della ragazza si opponevano decisamente a questo "matrimonio fra poveri", avendo già promessa la figlia ad un vecchio ma ricchissimo possidente del luogo. Rassegnata al volere dei suoi, la fanciulla sposò il possidente ed abbandonò per sempre il suo amante.
Disperato per la perdita della donna amata, deriso dai paesani per l'affronto subìto, l'amante sfortunato cominciò a reagire ostentando  disprezzo e indifferenza, e a chi lo interrogava sui fatti rispondeva, invariabilmente, che la sua donna era morta.
A poco a poco, con la mente sconvolta dal dolore e dalla disperazione, Dario cominciò a tramutare in realtà la finzione, e, ogni giorno, si recava dinanzi al cancello del cimitero per attendere l'arrivo del carro che avrebbe dovuto portare le spoglie mortali dell'innamorata.

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