Certamente i bambini di ogni paese crescono, nei loro giochi, accompagnati da cantilene tradizionali risalenti al passato, e via via modificate o variate più o meno volutamente. Queste cantilene si ritrovano e si somigliano un po' dovunque, da quanto si deduce da testi letterari e da raccolte di quello che viene chiamato folklore locale.
Oggi, veramente, queste cantilene stanno andando in disuso, e si ritrovano soltanto nei paesi più piccoli, dove è facile trovarsi ancora a contatto con la natura.
Infatti, si può notare che queste cantilene si riferiscono sempre a piccoli animali, oppure a fenomeni atmosferici.
Per esempio, la lucciola. I bambini di Acuto dicevano così: " Lucciola lucciola calda calda, / tira la coda alla cavalla,/ la cavalla del re, / lucciola lucciola in mano a me." La lucciola, in dialetto, è chiamata "pùccica penta".
Poi la lumaca: "Esci, esci, lumaca,/ tua madre è tornata, / è tornata dal fosso,/ ti ha portato pane e osso, / pane e cerasa, / ci faremo una bella mangiata ". La lumaca, in dialetto, è chiamata "ciammaruca".
E ancora, la coccinella: "Andata andata a Roma, / con le zacchere e la corona..."Infatti la coccinella è raffigurata poeticamente come un pellegrino con la sua mantella piena di macchie di fango e una corona in mano, che va verso Roma nel suo pellegrinaggio.
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