venerdì 25 gennaio 2013

117. Lotte fra rioni

Sarà stato il clima di guerra, e forse non c'è niente di nuovo al mondo, ma a un certo punto, ad Acuto, si scatenò per gioco una lotta fra rioni. Niente di tragico, anzi di molto divertente.
Era infatti soltanto un gioco, un po' malizioso e un po' troppo tirato per le lunghe. I rioni coinvolti erano San Nicola, comprendente la piazzetta e una dozzina di abitazioni all'intorno, e la Piazza della Corte, con altrettante famiglie impegnate.
Quando si dice famiglie, s'intende in realtà soltanto i bambini, età variabile dai sei ai quattordici anni, con qualche intervento di adulti quando le cose andavano troppo oltre.
I due piccoli rioni erano divisi da un ampio vicolo, che dalla Corte scendeva a San Nicola, davanti al palazzo delle Brunetti, un gruppo di tre sorelle rimaste zitelle e che in realtà non gradivano affatto di essere coinvolte nelle nostre battaglie.
San Nicola pretendeva che gli abitanti della corte non scendesssero quel vicolo,e la Corte dal canto suo non consentiva che noi di San Nicola salissimo sulla loro piazza, che nei secoli passati fungeva da luogo di adunanza e anche di patibolo per eventuali pene di morte o solenni punizioni. In realtà la bella piazza, tutta selciata, ospitava il Collegio delle Educande e la graziosa chiesa della Congregazione.
Le armi della battaglia erano rudimentali. Sassi scagliati da lontano (noi di San Nicola, più in basso di una decina di metri, eravamo nettamente svantaggiati), corti bastoni con pannocchie vuote di mais sulla punta, casse di legno per le vedette, e soprattutto canti di guerra, che coinvolgevano famiglie ignare come quella di zia Augusta, mitica parente comune, e le stesse Brunetti.

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