martedì 2 aprile 2013

146. Il muretto di San Bastiano

Uno dei luoghi imperdibili per trascorrere un'oretta in allegria era senza dubbio il  muretto di San Sebastiano, un bel muretto lungo una ventina di metri, che dalla ex colonia della Maternità e Infanzia giungeva al bivio d'ingresso della statale 155 al viale di accesso ad Acuto nei pressi della chiesetta di San Sebastiano (in dialetto, San Bastiano).
Un muretto così ampio e comodo da indurre alla conversazione e all'intimità per simpatiche soste durante la passeggiata.
Purtoppo questo muretto impediva la visuale alle automobili che uscivano dal paese oppure vi entravano, o semplicemente erano di passaggio per Fiuggi. Vi furono parecchi incidenti, qualcuno mortale.
Ma quando la Giunta Comunale prese la decisione di eliminare questo storico muretto, che risaliva almeno agli inizi del secolo, si scatenò una furiosa bataglia d'opinione fra progressisti e conservatori: in questo caso i conservatori volevano appunto...conservare il muretto, mentre ai progressisti premeva eliminare il pericolo. Fu in questa occasione che mio fratello maggiore, Vito, che era vicesindaco della giunta di sinistra, se ne uscì nella famosa frase che lo rese noto: - progresso è lavorare per il bene delle generazioni future, non per il proprio bene -
Alla fine il muretto fu attattuto, fra il generale rimpianto di tutti i nostalgici, e sostituito con una robusta grata metallica che permetteva una perfetta visibilità delle macchine in arrivo sulla 155, e toglieva per sempre il comodo appoggio per le conversazioni e il riposo.

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