venerdì 1 marzo 2013

135. I giorni di fiera

Che belli i giorni di fiera, ad Acuto! Il borgo, la grande via dritta che dall'Arco della Porta conduce fino in fondo al paese, di fronte al grande edificio scolastico, si riempiva di bancarelle festose sull'uno e sull'altro lato, per circa duecento metri.
Poi, nel viale di San Sebastiano, un po' fuori dell'abitato, c'era anche la fiera del bestiame: buoi, pecore, capre, pollame, maiali, oche, conigli, tacchini, anatre ed altri ancora: roba per grandi, a noi bastava un'occhiata, tanto per curiosare.
La fiera durava tre giorni, dal 21 al 23 settembre, in occasione della festività del patrono San Maurizio che era, ed è, il  22. Poteva prolungarsi di un giorno, il 24, se capitava di domenica, festa della Madonna del Salvatore. Poi la festa venne raddoppiata anche il il Ferragosto, giorno dell'Assunta, l'altra patrona del paese.
Per me era una festa particolare, perché per l'occasione venivano i miei zii commercianti, dal Piglio zio Pasquale e zio Angelino, poi, qualche anno più tardi, anche zio Pierino da Genazzano. Avevano dei banconi lunghissimi e coloratissimi, quasi tutti riservati ai gocattoli, perché era tradizione fare la "fiera" ai bambini piccoli, figli, nipoti e comparelli che fossero: guai a non ricordarsi di tutti!
I banconi degli zii comprendevano anche altro, abbigliamento, oggetti da cucina e chincaglierie varie. Naturalmente noi accorrevamo per avere la nostra "fiera", che doveva essere particolarmente bella e pregiata: un cavalluccio di legno, una macchinetta dei pompieri, una trombetta di metallo, una piccola armonica a bocca, che era la più ambita...

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