mercoledì 13 marzo 2013

141. I pericoli del lago

Il lago di Canterno è tanto bello per la natura che lo circonda quanto pericoloso per le sue rive melmose e scivolose.
Purtroppo, il lago fu teatro, negli annni '50, di una tragedia di grandi dimensioni. Un gruppo di collegiali, guidati da un religioso di Acuto, padre Dante, appena arrivati per una giornata di vacanza, accaldati e sudati, si gettorono nelle acque apparentemente invitanti del laghetto. Quando si accorsero che il fondo era instabile e sdrucciolevole, era ormai troppo tardi: si ritrovarono sul fondo, a non più di due o tre metri di profondità, e anche chi sapeva nuotare non riuscì a sottrarsi all'abbraccio del fango, che li avvinghiò e inghiottì uno dopo l'altro.
Padre Dante, disperato, si gettò anche lui nell'acqua limacciosa, cercando di salvare qualcuno dei suoi collegiali, ma morì affogato anche lui. Una tragedia incredibile, nella quale rimasero vittime tre ragazzi e il loro superiore.
Chiunque si accosti al lago di Canterno, tenga ben presenti queste caratteristiche: è assolutamente vietato bagnarsi nelle insidiose acque di questo laghetto, anche vicinissimo alla riva, che è proprio la più insidiosa, e una volta scivolati sul fango viscido non c'è speranza di fermarsi. 
Nelle acque di Canterno, da puro incosciente, ho rischiato di annegare anch'io. Accadde cinque o sei anni prima di quella grande tragedia, di cui tutti i giornali scrissero con titoli a nove colonne, ma oggi tutti si sono dimenticati, e neppure nei motori di ricerca di Internet se ne trova traccia.

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