sabato 9 marzo 2013

139. Il laghetto a forma di cuore

Quando gli amici non avevano voglia di giocare a pallone, o quando non trovavo nessuno disposto a seguirmi, me ne andavo tutto solo su per la montagna che sovrasta il mio paese, Acuto, un costone roccioso tutto pelato, assai divertente da scalare senza eccessiva difficoltà. In paese lo chiamano il Serrone ( Sierra, in spagnolo, vuol dire montagna), mentre sulla cartina topografica è citato come Colle Madama.
Una volta, mi ricordo, per essermi fermato a sedere su una roccia per un quarto d'ora sotto il sole, a capo scoperto, mi presi una forte insolazione, con la febbre che mi tenne immobilizzato per un paio di gironi.
Un'altra volta decisi di camminare ad oltranza, in direzione Piglio (nord-ovest), finchè non avessi incontrato qualcosa di notevole.
E infatti, lo trovai. La montagna, ad un tratto, si abbassò in una piccola conca pianeggiante, circondata di conifere: un perfetto paesaggio alpino, circa all'altezza di mille metri. La cosa più stupefacente e inaspettata, era che al centro della conmca scintillava un bellissimo laghetto a forma di cuore, circondato di erbe e giunchiglie odorose un vero piccolo paradiso , al quale probabilmente accedeva di tanto in tanto qualche pastore con il suo gregge.
Sono passati quasi settant'anni, da quel giorno, e so con certezza che quel piccolo paradiso esiste ancora. Di solito, infatti, quei laghetti sono destinati a riassorbirsi, come il laghetto di Casanova, sotto la vecchia stazione della ferrovia Roma-Fiuggi, dove fino agli anni '40 si specchiava il bel panorama di Acuto, ed ora è diventata una spianata sulla quale sono sorte le costruzioni di un quartiere nuovo.

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