giovedì 20 settembre 2012

7. Preghiere popolari

La notte, per lo più freddissima all'esterno, trascorreva tranquilla. Le nostre allegre voci pian piano si spegnevano. Nonna Livia ci faceva recitare certe preghiere popolari che ci sembravano affascinanti. Lei era analfabeta: nella sua generazione, ancora in pieno Ottocento, nei piccoli paesi comne Fumone, o come Acuto e Piglio, le scuole elementari non esistevano, e solo la generazione successiva, ai primi del Novecento, ebbe il privilegio della scuola primaria pubblica, per cui l'educazione scolastica di mia madre e delle sue sorelle si poté spingere fino alla licenza della terza elementare. 
Una preghiera di nonna Livia (nonna Liva, come si diceva tra noi e in paese) suonava così: "Ave Maria la piccolina / chi la dice ogni mattina / chi la dice e chi la sa / in Paradiso se ne va. / All'Inferno la mala gente / chi ci va se ne pente. / Allo pente e allo pentì / quando è entrata non può più uscì".
Questa preghiera la recitavamo la mattina, mentre per la sera c'era un'altra preghiera, che ricordo solo a brandelli, e che si esprimeva così: "Io me ne vado a letto / con la Madonna appresso / con gli angeli cantando / Gesù Cristo predicando./ Con la luna e con il sole / con il santo Salvatore / con la santa Margherita / croce mi faccio e Dio mi benedica".

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