lunedì 24 settembre 2012

11. Una cugina carissima

Quando venne il momento di separarci, alla fine dell'estate (forse c'era stato di mezzo l'armistizio dell'8 sttembre, non ricordo bene), per me fu un momento davvero doloroso. Sapendo che la mattina dopo sarebbe partita, per l'intera notte non riuscii a dormire, e provavo una pena intensa. Poi piano piano me ne feci una ragione, e sfogavo il mio sentimento con quelle lunghe lettere. 
Nell'appartamento a fianco di mia cugina, inVia Merulana, c'era una signora toscana molto simpatica, che era loro amica: la signora Chiappi. Marisa le fecce leggere una mia lettera, e le piacque molto, sicché poi voleva leggerle tutte. La signora Chiappi, ricordo, era dotata di un vero umorismo toscano. Aveva in casa una gallina, Dorotea, che accudiva con amore come fosse una figliuola, e non si sognò mai di tirarle il collo benché fossero tempi di fame intensa. O forse perché le faceva qualche uovo altrettanto prezioso? Meglio un uovo oggi che la gallina domani.
Quando la guerra fu passata, io potei andare a Roma un paio di volte. E una di queste fu quando, nell'estate del 1945, venni operato all'appendicite nella clinica Fioretti, in Viale Manzoni, esattamente lo stesso giorno e nello steso luogo in cui veniva operata, sempre di appendicite, la mia carissima "cuginetta Marisa". Che curiosa combinazione!

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