Nell'autunno successivo, poi, le scuole elementari ad Acuto non riaprirono. C'era un clima di totale disarmo, con gli Alleati che erano sbarcati in Sicilia e progressivamente risalivano dal Sud, mentre, dopo l'euforia per la caduta di Mussolini e per l'armistizio dell'8 settembre, i fascisti e i nazisti avevano ripreso un disperato controllo del paese. La sensazione era quella di una attesa che si protraeva dolorosamente, e nessuno aveva voglia di vivere come se si fosse nella normalità. Così il bell'edificio scolastico, vicino ai giardini pubblici, rimase chiuso anche se era integro: sarà colpito solo dalle cannonate alleate ai primi di giugno del 1944, cioè al momento della ritirata dei tedeschi e all'arrivo degli americani.
Io avevo appena concluso la quarta elementare. Avevamo maestri fissi, che ci prendevano dal primo anno e ci portavano fino al quinto. La mia prima maestra era stata una suora, ma in seconda era stata cambiata. Era scoppiato un vero e proprio scandalo nel paese, perché la suorina, giovane e vivace, si era innamorata e aveva lasciato il velo. Al suo posto era subentrata Mirella, la figlia del mugnaio: era decisamente in gamba, ed era sorella di un'altra maestra, Maria, che insegnava a mia cugina Maria Pia, mia coetanea, in una classe parallela.
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