martedì 25 settembre 2012

12. Lo scandalo della suorina

Nell'autunno successivo, poi, le scuole elementari ad Acuto non riaprirono. C'era un clima di totale disarmo, con gli Alleati che erano sbarcati in Sicilia e progressivamente risalivano dal Sud, mentre, dopo l'euforia per la caduta di Mussolini e per l'armistizio dell'8 settembre, i fascisti e i nazisti avevano ripreso un disperato controllo del paese. La sensazione era quella di una attesa che si protraeva dolorosamente, e nessuno aveva voglia di vivere come se si fosse nella normalità. Così il bell'edificio scolastico, vicino ai giardini pubblici, rimase chiuso anche se era integro: sarà colpito solo dalle cannonate alleate ai primi di giugno del 1944, cioè al momento della ritirata dei tedeschi e all'arrivo degli americani.
Io avevo appena concluso la quarta elementare. Avevamo maestri fissi, che ci prendevano dal primo anno e ci portavano fino al quinto. La mia prima maestra era stata una suora, ma in seconda era stata cambiata. Era scoppiato un vero e proprio scandalo nel paese, perché la suorina, giovane e vivace, si era innamorata e aveva lasciato il velo. Al suo posto era subentrata Mirella, la figlia del mugnaio: era decisamente in gamba, ed era sorella di un'altra maestra, Maria, che insegnava a mia cugina Maria Pia, mia coetanea, in una classe parallela.

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