domenica 30 settembre 2012

17. Le cannonate degli Alleati

La mia maestra, presa dall'entusiasmo, l'anno sucessivo volle realizzare il testo della canzone "Caro papà", e mi fece aprire la corrispondenza con un soldato al fronte, per incoraggiarlo e fargli sentire l'affetto di tutta la nostra scolaresca. Il soldato ci mandò anche una foto, e del fatto parlò anche un giornaletto della zona, se ben ricordo. 
Quando la guerra finì, ricercammo Giorgio al suo paese, Iglesias, ma non ci rispose. Né lui né alcuno della famiglia. Evidentemente, nel 1945, i problemi erano tanti e tanto diversi da quelli del 1942, e comunque la bolla dell'entusiasmo nazionale si era sgonfiata lasciando posto a ben altri motivi d'impegno e di lotta per la sopravvivenza.
Il mio paese, Acuto, rimase in pratica estraneo alle distruzioni della guerra fin quasi al giorno della liberazione, il 4 giugno 1944, quando fu cannoneggiato con una certa durezza dagli alleati per assicurarsi che i tedeschi avessero sgombrato in modo definitivo. La cannonate sibilarono ed esplosero per tutta la notte precedente.

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