giovedì 27 settembre 2012

14. Il pane tedesco

D'altra parte, anche in chiesa si cantavano canzoni che testimoniavano un clima di timore e di tensione. Un inno religioso dedicato alla "Regina della Pace" non esitava a esprimersi così:... "Se per desìo non sazio / l'odio si fa più vivo, / porgi colomba candida / il ramoscel d'olivo /...l'umano sdegno tace,/ Regina della Pace"...
Odio e paura erano ormai moneta circolante, anche se noi bambini non eravamo in grado di rendercene conto a pieno. I tedeschi erano arrivati anche lassù da noi, in un paesetto di montagna lontano dalle grandi strade di comunicazione. C'era un "centro di sussistenza" tenuto, credo, da soldati prevalentemente polacchi, addetti alla panificazione e ai rifornimenti alimentari per il fronte di Cassino. Realizzavano pagnotte quadrate, a forma, infatti, di "pain carré", della lunghezza di circa quaranta centimetri. Il colore era scuro, un miscuglio, probabilmente, di segala e di crusca, il sapore acidulo e sgradevole. Ma, quando i camion in partenza per il fronte stavano per prendere il via, si assisteva talvolta al coraggioso assalto della gente affamata, che faceva razzia di quelle pagnotte nascondendole poi nelle cantine.

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